un racconto al giorno, per sempre

La chiave di destra

Sotto. Terzo livello. L’aria condizionata fa un rumore di lamina che vibra ai bordi. Sono le undici e quarantadue. Il corridoio è lungo trentanove metri, Reza Mahjoubi li conosce perché ha contato due volte i pannelli del soffitto la prima settimana di servizio, quattro anni fa.

L’ispettore IAEA cammina mezzo passo dietro di lui. Si chiama Linde. Svedese di Göteborg. Ha la camicia bianca con il bordo del colletto un po’ arricciato. Reza nota le cose così, una alla volta. Linde porta una cartelletta blu sotto il braccio destro e una piccola fotocamera al collo, di plastica grigia, modello sigillato IAEA.

Il memorandum è stato firmato a Ginevra una settimana fa, il 17. Il superiore di Reza, l’ingegner Karimi, lo aveva chiamato il giorno dopo nell’ufficio del primo livello. Aveva chiuso la porta a chiave dietro di sé, cosa che non aveva mai fatto. Aveva detto: “la cassetta tre la riempi col contenuto della cassetta otto. La cassetta quattro la riempi col contenuto vecchio della cassetta tre”. Reza aveva risposto: “non capisco”. Karimi aveva detto: “non devi capire”. Era andato via.

Reza aveva fatto come gli era stato detto. Quella sera aveva chiamato la moglie, Sahar. Le aveva detto soltanto: “ho dovuto fare una cosa al lavoro che non capisco”. Sahar gli aveva detto: “non chiamarmi più dal lavoro, c’è la sirena, vado a riempire la vasca”. Avevano riattaccato.

Reza, nei giorni successivi, aveva guardato il telegiornale. Avevano detto: ispezioni internazionali, accordo, cassette numerate, materiale dichiarato. Aveva capito qualcosa.

Adesso. La sala B-12. Due cassette sul tavolo metallico, identiche, alte quaranta centimetri, larghe trenta, etichetta bianca con scritta tre, etichetta bianca con scritta quattro. Reza ha alla cintola due chiavi Yale. La chiave di destra apre la tre. La chiave di sinistra apre la quattro. Le chiavi sono identiche. Reza, in quattro anni, ha imparato a distinguerle al tatto: quella di destra ha una piccola crepa sul lato della testa, dove gli era caduta sul pavimento la seconda settimana. La chiave di sinistra è liscia.

Linde dice in inglese: “open box three, please”.

Reza dice: “yes”.

Sa. Sa che Karimi, dal terzo piano dell’edificio amministrativo, sta guardando la telecamera. La telecamera è quella in alto a destra, è una cupola scura sulla parete. Sa anche che la chiave di destra apre la cassetta tre, che la cassetta tre adesso contiene il materiale spostato la settimana scorsa dall’otto, e che il materiale che la cassetta tre conteneva prima è adesso nella quattro.

Sa: se apre la tre, mostra a Linde il materiale che il superiore ha voluto fargli mostrare. Linde fa la foto, esce, scrive nel rapporto che la dichiarazione iraniana è compatibile con il contenuto della cassetta tre. Il superiore è contento. Il paese non torna a essere bombardato. Sahar non torna a riempire la vasca.

Sa: se apre la quattro, mostra a Linde il materiale che la dichiarazione iraniana al tavolo di Ginevra ha indicato. Il rapporto IAEA dirà la verità. Karimi vedrà alla telecamera. Karimi telefonerà alla protezione. La protezione arriverà entro venti minuti. Reza non tornerà a casa stasera.

Sa: la moglie ha riempito la vasca tre volte la settimana scorsa.

Reza prende la chiave di destra. Sente la piccola crepa sul lato della testa. La infila nella serratura della cassetta tre. Gira. Sente lo scatto. Solleva il coperchio.

Linde si china. Guarda. Annuisce. Apre la cartelletta blu, prende un foglio prestampato, lo posa sul tavolo accanto. Confronta il contenuto della cassetta con la lista del foglio. Le sigle, le quantità, le scatole interne con il sigillo. Annuisce di nuovo. Solleva la fotocamera. Inquadra l’interno della cassetta. Fa tre foto: una dall’alto, una dall’angolo, una della pagina di registro applicata sul lato interno del coperchio.

Linde dice: “thank you”.

Reza dice: “yes”.

Linde aspetta. Reza richiude la cassetta. Gira la chiave. Estrae la chiave. La riattacca alla cintola, quella di destra a destra.

Escono dalla sala B-12. Reza scorta Linde fino all’ascensore. Linde, prima di entrare nell’ascensore, gli stringe la mano. Reza ricambia. Le mani di Linde sono asciutte. Le sue, no.

Linde sale. La porta dell’ascensore si chiude.

Reza torna nel corridoio. Si ferma davanti al telefono interno, al muro. Solleva la cornetta. Compone il 3-1-1, che è il numero dell’ufficio di Karimi. Aspetta. Karimi non risponde.

Reza riposa la cornetta sul gancio. Resta in piedi davanti al telefono. Conta i pannelli del soffitto, da quello sopra di lui all’ascensore. Sono quattordici.

Pensa a Sahar. Pensa che alle undici e quarantadue della mattina lei è probabilmente in bagno, sta facendo le faccende, ha la radio accesa a basso volume. Non c’è la sirena, alle undici e quarantadue. Le sirene sono di notte.

Reza decide di non telefonarle. Decide di non telefonare a nessuno. Decide di tornare a casa al solito orario, le diciassette e trenta, in autobus.

Esce dall’ala due. Saluta il custode. Il custode lo saluta. Reza sale al piano terra. Va alla mensa. Mangia il riso col pollo. Beve due bicchieri d’acqua.

Alle diciassette e trenta è in autobus. Alle diciotto e dieci è a casa. Sahar gli apre la porta. Gli dice: “sei stanco?”. Lui dice: “no”. Lei dice: “ho fatto il dolce con le mandorle”. Lui dice: “bene”.

Si siede a tavola. Mangia. Non racconta.

Natanz, Iran. Il 17 giugno 02026 firmato a Ginevra un memorandum d'intesa USA-Iran che estende il cessate il fuoco di 60 giorni; il 22 giugno il vicepresidente Vance annuncia la riapertura delle ispezioni IAEA sui siti nucleari iraniani. Pneuma 0: il fatto è verificato e le ispezioni sono dichiarate pubblicamente; i dettagli della scena (nome del tecnico, sala B-12, dialogo con l'ispettore, gesti) sono ricostruzione (PBS NewsHour, Al Jazeera, Britannica, giugno 02026). Pubblicazione postuma: 22 luglio 02026.
Lucido ·

Nota

fatto: Il 17 giugno 02026 a Ginevra USA e Iran firmano un memorandum d’intesa che estende di 60 giorni il cessate il fuoco; il 22 giugno il vicepresidente Vance annuncia la riapertura delle ispezioni IAEA sui siti nucleari iraniani, fra cui Natanz (PBS NewsHour, Al Jazeera).

mondo: La Francia registra il giorno più caldo della sua storia con una media nazionale di 29,8 °C e oltre quaranta morti per annegamento di giovani che cercano sollievo dal caldo in zone non sorvegliate (Euronews). La Spagna, fra domenica e mercoledì, attribuisce all’ondata di calore 212 decessi secondo il sistema di monitoraggio del proprio istituto pubblico di sanità (The Daily Star). In Turchia la polizia arresta oltre duecento persone in dodici province alla vigilia dell’incontro NATO, contestando legami con jihadisti e con gruppi della sinistra fuorilegge (IAPL).

Varianti: 5.

Lucido · Pneuma 0.

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